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venerdì 5 agosto 2016

Darkthrone - Soulside journey (1991)


Non ho mai creduto che, secondo le parole di Fenriz e Nocturno Culto, 'Soulside journey' doveva essere un album Black Metal ma a causa della registrazione ne sia venuto fuori un disco Death Metal. Sono in possesso del vinile sin dalla sua pubblicazione (1991) e volendo essere pignoli di riconducibile al Bl Me c'è solo il logo 'Dark Throne' ed i caratteri nei titoli dei testi sul retro copertina. Trattasi di un Death Metal plumbeo, marcio, mai velocissimo ma pesante, simile al debut dei Paradise Lost. Con quest'ultimi oltre allo stile hanno anche in comune il disegnatore della copertina Duncan Aegrado. Prodotto con Tomas Skogsberg, la copertina è bella e all'avanguardia stando al target del periodo per il genere, La monumentale 'Cromlech' (che si stampa in testa per sempre) fa da apripista a 11 brani affamati di cattiveria. Belli i finali 'Nor the silent whispers', 'The watchtower' e 'Eon' che chiudono un'eccellente esordio che rimarrà un episodio unico nella carriera dei norvegesi.

Line up:
Ted Skjellum (Nocturno Culto),    Vocals,guitar
Ivar Enger,    Guitar
Dag Nilsen,    Bass
Hank Amarillo (Fenriz),    Drums

Voto: Eccellente

giovedì 24 settembre 2015

Morgoth - Ungod (2015)


Mi ero negativamente impensierito alla notizia del ritorno discografico dei tedeschi Morgoth a 19 anni dalla pubblicazione di 'Feel sorry for the fanatic', disco decisamente scialbo. Rientrare nel mercato dopo anni di inattività non sempre porta bene, basti ricordare gli ultimi Carcass e At The Gates per rendersi conto che il flop è cosa quasi certa. Tornando ai Morgoth, se mettiamo anche il disappunto per la sostituzione del vocalist Marc Grewe (tra le migliori voci del genere) con Karsten Jager (Disbelief) la probabilità di una delusione potrebbe starci. Fortunatamente mi sono bastati pochi ascolti (anzi uno solo) per ricredermi: 'Ungod' è un grande album di puro Death Metal, controllato, dal sound spettacolare!!, brani che confrontati con centinaia di pubblicazioni degli ultimi anni sono difficili da superare. Acquisto obbligato.

Voto: Eccellente.

domenica 15 febbraio 2015

Vallenfyre - Splinters (2014)


I Vallenfyre con 'Splinters' rinnovano la loro supremazia in ambito Death Metal Old Style. Di album buoni e bands interessanti in giro ce ne sono, ma questi quattro musicisti sono dei maestri del genere. 'Splinters' rispetto al precedente 'A fragile king' del 2011 è più nascosto, ha bisogno di più ascolti per essere pienamente compreso, ma alla fine ci si rende conto di aver tra le mani uno dei migliori dischi dell'anno. Per come vedo il  Death Metal tecnica e velocità contano meno, servono riffs imprimenti, sound granitico, atmosfera efferata, qui c'è il meglio.

Line up:
Gregor Mackintosh,   Vocals, Guitar
Hamish Glencross,    Guitar
Scott,    Bass
Adrian Erlandsson,    Drums

Voto: Ottimo

lunedì 3 febbraio 2014

Massacre - From beyond (1991)


Kam Lee e Rick Rozz hanno contribuito alla nascita del genere, insieme a Chuck Schuldiner hanno formato i Mantas e suonato anche nei primi demo dei Death. Tra loro comunque il feeling non dura e tra dissidi, collaborazioni, reunion e litigi le loro strade si incrociano e si dividono per un pò di tempo. I Massacre si formano nel 1986 e dopo tre demo pubblicano questo memorabile debut. Sound corposo, brani belli e tirati, musicalmente il loro stile è più vicino a quello dei britannici Benediction che, come molti dicono, ai Death. Oltre alla copertina curata da Ed Repka l'album gode anche della produzione di Colin Richardson ai Morrisound Studio. Storico.

Line up:
Kam Lee,  Vocals
Rick Rozz,  Guitar
Terry Butler,  Bass
Bill Andrews,  Drums

Voto:Ottimo

Scheda musicisti:



mercoledì 27 novembre 2013

Comecon - Megatrends in brutality (1992)


Vicenda particolare quella degli svedesi Comecon, pubblicare tre album (e soli) con tre cantanti diversi quali Lars Goran Petrov, Martin Van Drunen e Marc Grewe ma senza raggiungere una posizione di rilievo nella storia del genere. 'Megatrends in brutality' è l'album più soddisfacente della carriera del combo, Death Metal diretto influenzato dai ritmi dal Thrash e dai suoni dal Crust. Buona la produzione ai Sunlight Studios. La raccolta del 2008 'The worms of god' raccoglie in un doppio cd i tre dischi rilasciati dalla band.

Line up:
Lars Goran Petrov,  Vocals
Pelle Strom,  Guitar,bass
Rasmus Ekman,   Guitar,bass
Anders Green,   Drums

Voto:Buono

Scheda Comecon:

Titolo
Anno
Etichetta
Produzione
Genere
Giudizio
Branded by sunlight-7"
1991
Cbr Rec.

Old Style Death Metal

Megatrends in brutality
1992
Century Media
Tomas Skogsberg
Death Metal
Buono
Convering conspiracies
1993
Century Media
Tomas Skogsberg
Death Metal
Discreto
Fable frolic
1995
Century Media
Autoprodotto
Post Death Metal
Discreto
The worms of god-Racc.
2008
Century Media




martedì 29 ottobre 2013

Voivod - Rrroooaaarrr (1986)



Il secondo dei canadesi è un album Thrash metal e quindi distante da cosa si intende per Death metal. I due generi però si toccano in un punto cardine: la violenza. L'assalto sonoro e furibondo del disco ha pochi rivali in quel periodo: un Thrash imbevuto di core e noise che entra di diritto nella lista dei migliori album più brutali di sempre. Con le pubblicazioni successive i Voivod si confermeranno tra le band più cervellotiche e visionarie dell'Heavy Metal.

Line up:
Shake-Denis Belanger,   Vocals
Piggy-Denis D'Amour,   Guitar
Blacky-Jean Theriault,   Bass
Away-Michael Langevin,   Drums

Voto:Ottimo

venerdì 28 dicembre 2012

Monstrosity - Rise to power (2003)


Sinceri al proprio credo, la carriera dei Monstrosity è stata impostata più sulla qualità che quantità. 5 album in 23 anni di attività sono pochi ma egregiamente di buona fattura, questo basta per essere considerati tra i migliori gruppi della scena US Death Metal. Lo stile della band in tanti anni non è mai cambiato e personalmente tra le mie preferenze metto questo 'Rise to power'. La velocità si alterna a improvvisi stop and go, la tecnica è precisa e gli assoli slayeriani rifiniscono i brani di questo grande album.

Line up:
Jason Avery, Vocals
Sam Molina, Guitar
Tony Norman, Guitar
Mike Poggione, Bass
Lee Harrison, Drums

Voto: Ottimo

domenica 2 dicembre 2012

Celtic Frost - Monotheist (2006)


La mia attesa riguardo 'Monotheist' fù molto dubbiosa, dopo gli spiazzanti 'Cold lake' e 'Vanity nemesis' era un rebus immaginare lo stile del loro rientro. Ma fortunatamente le parole di Tom (Warrior) Fischer furono veritiere. 'Monotheist' è l'album più oscuro dei Celtic Frost, ed è proprio da brani come 'Caress into oblivion', 'Rex irae' e 'Sorrows of the moon' di 'Into the pandempnium' che si sviluppa ed si erigge l'anima di quest'album. Tetro, drammatico, doloroso, maturo ed ispirato, 'Monotheist' si spinge oltre quel confine di ricerca delimitato da 'Into the pandemonium' e 'A dying god coming..' e 'Synagoga satanae' ne sono la prova.

Line up:
Tom Gabriel Fischer,   Vocals,guitar
Martin Eric Ain,   Bass,vocals
Erol Unala,   Guitar
Franco Sesa,   Drums

Voto:Ottimo